Risparmio idrico in Gelateria

Gli economizzatori d’acqua(chiller) con o senza inverter on-off.
Quale conviene scegliere?

Tutte le gelaterie all’atto dell’acquisto di un economizzatore d’acqua si trovano di fronte al dubbio: chiller on/off o inverter?

Le due soluzioni corrispondono a due differenti tecnologie; la ON/OFF, più economica, gestisce il funzionamento del compressore che genera il freddo in una maniera che potremmo definire digitale, con due sole possibilità, lo zero e l’uno, ovvero spento, quando è stata raggiunta la temperatura desiderata, acceso al massimo della potenza, quando la temperatura si allontana da quella impostata con il termostato oltre il limite di tolleranza.

La tecnologia inverter, invece, più recente, evoluta e più costosa, possiamo dire che funziona in maniera analogica, ovvero è capace di ridurre la potenza assorbita dal compressore, una volta raggiunta la temperatura desiderata, in maniera da mantenere la stessa costante.
Oltre alla minor usura delle componenti macchina, la tecnologia inverter permette anche una riduzione dei consumi che arriva oltre il 30-40%.

Questo risparmio è ottenibile a determinate condizioni.
La produzione del laboratorio non deve essere costante nel senso che non tutte le macchine presenti in laboratorio devono funzionare contemporaneamente.
Se così fosse, tra i consumi di un chiller con o senza inverter non ci sarebbe alcuna differenza nemmeno in termini di usura e questo perché il chiller lavorerebbe sempre al massimo della potenza.
Il che vuol dire che il risparmio è effettivo se si tiene acceso il chiller ininterrottamente per otto ore con una produzione intermittente.
Esempio:
Nessun vantaggio: 2 mantecatori e un vetrina ed un frigo (-) per 8 ore (massima potenza del chiller con o senza inverter).
Vantaggio: 2 ore senza produzione del gelato ma con frigo e vetrina in funzione – vantaggio energetico con chiller ad inverter.

L’inverter è più silenzioso. Vero, e a questo punto dovrebbe essere facile capire perché, una volta che l’acqua è in temperatura il chiller inverter, per così dire, riduce la marcia, rallenta, e quindi è meno rumoroso. L’on/off, invece continua ad andare al massimo o a spegnersi se la temperatura è nel range di tolleranza.

Gli ECONOMIZZATORE D’ACQUA (CHILLER) CON O SENZA INVERTER ON OFF.
QUALE CONVIENE SCEGLIERE?

Tutte le gelaterie all’atto dell’acquisto di un economizzatore d’acqua si trovano di fronte al dubbio:
chiller on/off o inverter?

Le due soluzioni corrispondono a due differenti tecnologie; la ON/OFF, più economica, gestisce il funzionamento del compressore che genera il freddo in una maniera che potremmo definire digitale, con due sole possibilità, lo zero e l’uno, ovvero spento, quando è stata raggiunta la temperatura desiderata, acceso al massimo della potenza, quando la temperatura si allontana da quella impostata con il termostato oltre il limite di tolleranza.

La tecnologia inverter, invece, più recente, evoluta e più costosa, possiamo dire che funziona in maniera analogica, ovvero è capace di ridurre la potenza assorbita dal compressore, una volta raggiunta la temperatura desiderata, in maniera da mantenere la stessa costante.
Oltre alla minor usura delle componenti macchina, la tecnologia inverter permette anche una riduzione dei consumi che arriva oltre il 30-40%.

Questo risparmio è ottenibile a determinate condizioni.
La produzione del laboratorio non deve essere costante nel senso che non tutte le macchine presenti in laboratorio devono funzionare contemporaneamente.
Se così fosse, tra i consumi di un chiller con o senza inverter non ci sarebbe alcuna differenza nemmeno in termini di usura e questo perché il chiller lavorerebbe sempre al massimo della potenza.
Il che vuol dire che il risparmio è effettivo se si tiene acceso il chiller ininterrottamente per otto ore con una produzione intermittente.
Esempio:
Nessun vantaggio: 2 mantecatori e un vetrina ed un frigo (-) per 8 ore (massima potenza del chiller con o senza inverter).
Vantaggio: 2 ore senza produzione del gelato ma con frigo e vetrina in funzione – vantaggio energetico con chiller ad inverter.

L’inverter è più silenzioso. Vero, e a questo punto dovrebbe essere facile capire perché, una volta che l’acqua è in temperatura il chiller inverter, per così dire, riduce la marcia, rallenta, e quindi è meno rumoroso. L’on/off, invece continua ad andare al massimo o a spegnersi se la temperatura è nel range di tolleranza.

 

In definitiva, la tecnologia inverter conviene? Come spesso accade non è possibile dare una risposta netta valida per tutti.
Questa tecnologia offre degli indubbi vantaggi, ma se, ad esempio un laboratorio produce ininterrottamente il gelato per otto ore al giorno il chiller ad inverter lavorerà come un on off. Se invece in otto ore la produzione sarà intermittente allora il chiller ad inverter garantirà un risparmio energetico tra il 30 ed il 40% ed allora la convenienza sarà indubbia.

Come azienda consigliamo il chiller ad inverter per potenze superiori ai 15KW frigorigeni. Infatti, per potenze inferiori il rapporto tra risparmio energetico ottenuto grazie alla presenza dell’inverter ed il costo di acquisto del chiller ad inverter in termini di ammortamento non è conveniente. Purtroppo il costo delle componenti macchina dotate di inverter è ancora troppo alto per potenze inferiori ai 15Kw.

(articolo di Andrea Fantin – Cryogen)

Gelatieri bricolage? Ahi, Ahi, Ahi….

Ecco un articolo fresco fresco, che promette di sollevare un po’ di “polveri”….

Buona lettura!

Il Gelatiere Italiano Novembre 2016
Il Gelatiere Italiano Novembre 2016 (pagina 1)
Il gelatiere italiano Novembre 2016 (pagina 2)
Il gelatiere italiano Novembre 2016 (pagina 2)
Il gelatiere italiano Novembre 2016 (pagina 3)
Il gelatiere italiano Novembre 2016 (pagina 3)
Il gelatiere italiano Novembre 2016 (pagina 4)
Il gelatiere italiano Novembre 2016 (pagina 4)

Apro una gelateria, anzi no: una Scuola di Gelato!

C’è una nuova tendenza che sta invadendo il “variegato” mondo del gelato “artigianale”: la creazione dei cosiddetti “laboratori didattici”.

Sembra che aprire una semplice gelateria artigianale sia ormai roba superata. Vuoi perché tra investimento in arredi e attrezzature, costi fissi e di gestione e una concorrenza che ha raggiunto livelli impressionanti per numero di punti vendita, a campare di solo gelato si fa ormai troppa fatica. Quindi occorre inventarsi qualcosa per fare fruttare meglio il proprio investimento.

coda-per-un-buon-gelatoNonostante la crisi, le chiusure e l’invariabilità dei consumi di gelato pro-capite, i dati snocciolati dai mezzi di comunicazione del settore dicono che “il gelato tira”. Le “scuole di formazione alla professione di gelatiere”, fanno numeri da capogiro in termini di iscrizioni (e anche di fatturato) e più di un gelatiere si è chiesto: “ma se le aziende di semilavorati e di macchinari, che sono le uniche a fornire formazione in questo settore, lo fanno in modo basilare e solo per riuscire a vendere meglio i loro prodotti; perché non lo posso fare io che il mestiere lo conosco “dall’interno”? Magari riesco a insegnare anche più cose e poi la mia immagine non sarà direttamente legata ad un brand di macchinari o di prodotti semilavorati…”.

Ecco quindi aperta la corsa alla creazione della propria scuola di formazione per nuovi gelatieri, all’interno dei laboratori di gelateria nei periodi di magra produttiva. In fondo le persone interessate a questo “nuovo” mestiere, da tempo chiedono di poter fare tirocinio o “training-on-the-job”.

Ci vorranno delle competenze e dei percorsi ufficiali per creare un laboratorio didattico, direte voi… niente affatto! La totale assenza di regolamentazione in merito rende il mestiere di gelatiere artigiano praticamente inesistente, quindi non ci vuole assolutamente nulla per insegnare un mestiere “ufficialmente” non riconosciuto. Basta dichiararsi maestro (magari scriverlo su un biglietto da visita patinato) e molti non si preoccuperanno come e da chi sia stato conferito lo status di “Maestro gelatiere”: anche perché in fondo è un titolo che non esiste!

Di fatto potete farvi un rapido giro su un motore di ricerca, digitare scuola di gelato o simile e vedrete quanti personaggi vestono il “cappello da Maestro”, vi fanno entrare nella propria cucina, pardon laboratorio, vi spiegano come preparare ottimi gelati artigianali e si fanno anche riprendere, mentre mescolano ingredienti con le mani (come la miglior tradizione artigianale suggerisce) e parlano di ingredienti con una proprietà di linguaggio tipicamente artigianale…

Ma se questo è il panorama attuale (e fidatevi che è proprio così), allora chi davvero conosce il mestiere – perché sono anni che gestisce una gelateria, che ne conosce profondamente le dinamiche e i problemi, che ha dovuto affrontare i rapidi cambiamenti imposti da un mercato sempre più esigente in termini qualitativi e di gestione – può davvero offrire competenze e quindi “vincere facile” sulla mediocrità dell’offerta formativa attuale.

Certo occorre che sia una persona che, oltre a possedere naturali doti di comunicazione, abbia acquisito un buon bagaglio di conoscenze tecniche e gestionali nel suo percorso professionale; che sicuramente non potrà essere troppo breve e nemmeno limitato ad una ristretta area geografica.

Un professionista che abbia fatto della ricerca, che si sia formato da un punto di vista tecnico sulla merceologia degli ingredienti (non solo all’interno dei percorsi formativi offerti dalle aziende), che sia in grado tra le altre cose di conoscere e riconoscere un frutto maturo e idoneo per essere trasformato in gelato, senza dover ricorrere necessariamente ad un semilavorato dell’industria.

corsi-e-formazioneUn esperto della tecnica del freddo in grado di lavorare con diversi sistemi produttivi.

Un imprenditore capace di saper fare i conti e di trasferire ad altri le proprie conoscenze “gestionali”. Una persona in grado di capire se un’idea imprenditoriale nata nella mente di un neofita può essere realizzabile e come renderla efficace qualora abbia punti di debolezza.

Se persone di questo tipo esistono, credo che siano loro a doversi mettere a disposizione di quanti vogliono conoscere questo meraviglioso mestiere che sebbene non esista, rappresenta una parte importante della storia culturale e gastronomica del nostro Bel Paese.

Crea il tuo corso di gelato o di marketing in gelateria!

A partire da ottobre 2013 inizierà una nuova sessione invernale di corsi di formazione dedicati ai gelatieri e a coloro che lo vorrebbero diventare.

L’idea è quella di creare dei corsi di approfondimento di una, massimo due giornate. Molto concentrati e focalizzati su tematiche precise inerenti il mondo del gelato artigianale, la comunicazione e il marketing sul punto vendita.

Per avvicinarmi il più possibile agli interessi e alle esigenze di voi gelatieri ed aspiranti vorrei coinvolgervi direttamente lanciando un sondaggio per verificare quali sono i temi più “caldi” e interessanti che potremo sviluppare insieme in una decina di appuntamenti da ottobre 2013 a maggio 2014.

Intanto i corsi si terranno a Casalecchio di Reno (BO), ma potrebbero essere anche delocalizzati in altre strutture (dipende dal numero di iscritti e dalla loro provenienza).

Ecco i temi che potremmo sviluppare:

Per suggerimenti, ulteriori informazioni o un contatto diretto per una consulenza personalizzata:

info@icerock.it