Controcorrente: un SIGEP da record

Leggendo i comunicati post Sigep si direbbe che la crisi nel settore della gelateria non esista proprio. Decine di migliaia di visitatori in più rispetto alla scorsa edizione, treni intasati, traffico fuori controllo, corridoi strapieni di persone e stand superaffollati. Soddisfazione e pacche sulle spalle a destra e a manca… Dov’è l’inghippo?sigep sovraffollato

Com’è possibile che in un periodo tra i più neri della nostra economia nazionale ci sia così tanto benessere euforico nel comparto del gelato artigianale?

Forse occorrerebbe guardare a questi numeri con un occhio diverso.

Quello che è vero, e che è sotto gli occhi di tutti, è che il settore è in fermento perché sta catalizzando l’attenzione di molte fasce di attori, alcuni dei quali in passato non avevano mostrato particolare coinvolgimento nel nostro settore.

C’è infatti un forte interesse da parte di imprenditori dell’industria che sfornano concept e franchising del gelato per tutti i gusti e per tutte le tasche. L’anomalia Grom ha dettato ormai uno standard per coloro i quali fiutano incassi milionari nella serializzazione delle gelaterie.

Una grande offerta di opportunità quindi, che però non fa affatto i conti con il consumo del gelato pro capite, che pare essere tutto sommato costante negli ultimi anni.

Il punto critico è che l’offerta di gelaterie chiavi in mano che ne deriva non è destinata a soddisfare un bisogno di gelato del cliente finale il quale, dall’alto delle oltre 36 mila rivendite in Italia, ha tutto sommato un’ampia possibilità di scelta. Questo tipo di offerta sembra maggiormente destinata a chi non ha lavoro, non sa cosa fare, ha pochi soldi da investire o pensa che con la rivendita del gelato si risolvano i propri problemi economici senza troppi sforzi. Un pensiero pericoloso da un punto di vista strategico perché non coinvolge affatto i veri desideri del cliente finale.

Questa analisi potrebbe essere in contrasto con quelli che sono anche i miei interessi personali. D’altro canto io faccio il consulente e più persone si interessano al comparto più possibilità di lavoro mi si presentano. Il problema è che purtroppo la concorrenza spietata tra gelaterie non si ripercuote soltanto su chi lavora male, ma “diluisce” comunque gli incassi di tutti, causando danni a catena…

Si dice però che oltre il 32% dei visitatori della fiera sia di provenienza straniera. Questo dato invece mi rincuora perché significa che il nostro gelato è visto come un’opportunità di business in altri paesi, dove il gelato non è così diffuso come da noi. Il pericolo però è sempre dietro l’angolo perché se vogliamo esportare il made in Italy occorre farlo con coscienza e rispettando quelle che sono le sue caratteristiche di alta qualità e soprattutto di cultura del mestiere.

Un’ultima domanda alla quale mi è difficile rispondere: come può esistere il gelato artigianale se è sempre più difficile trovare gli artigiani che ne conoscono arte e segreti?

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10 commenti

  1. Sono d’accordo con te. Di artigiani veri siamo rimasti in pochi, il franchising dilaga anche per gelaterie che si ritenevano uniche in un genere specifico.

  2. Carissimo Roberto siamo grandi e vaccinati e dovremmo aver capito da tempo i “trucchetti dell’Ente fiera” per nascondere i veri dati. Ad esempio hanno omesso di precisare che questo SIGEP 2014 era il connubio di 2 fiere: SIGEP E RHEX. Altra omissione, il SIGEP attuale non è più il SIGEP originale con solo stand di “gelateria e pasticceria” ma ci sono anche pizzeria, panificazione, caffetteria, etcetera. Tutto questo serve all’ente fiera per dimostrare agli espositore che il SIGEP è un evento di successo e che non può diventare biennale. Oltre questi dati servono all’ente fiera per non abbassare i prezzi. Il SIGEP è la fiera più cara d’Italia ed una delle più care d’Europa. Gli albergatori di Rimini e dintorni sono incazzatissimi con l’ente fiera per la gestione che ha portato alla perdita di numerosi eventi. A presto. FP

  3. Il discorso solo in parte è così. Rhex è stata giocoforza unita a Sigep perchè moribonda, così come l’unione fa gioco alla Fiera per contrastare il biennale Host che sfrutta la maggiore internazionalità che può offrire la città di Milano (appeal, conattti, trasporti, etc…).
    Inoltre proprio la commistione di mix diversi nella ristorazione (locali multifunzione) di oggi necessità di eventi in cui si possano trovare un po’ di tutto.

  4. Condivido con te la riflessione su cosa sia il mondo del gelato… Entrano in questo settore persone che vedono solo il cassetto disinteressandosi del prodotto, magari non lo amano neppure ma la diffusione mediatica di buoni numeri scatena il loro interesse… ci sono offerte chiavi in mano da paura e, questo è un mio pensiero, molto poche serie con valutazioni oscillanti peggio del cacao in borsa… È difficile trasmettere le informazioni in merito ad un buon prodotto, passa più facilmente un sogno

  5. perchè diventare artigiano,con lunghi e penosi anni di gavetta da fare,quando non ho che l’imbarazzo della scelta nell’ assumere un consulente??
    in quanto al sigep,ogni anno è sempre peggio,e,per quel che riguarda la multifunzionalità,tutti sappiamo che il mercato risponde solo a realtà iperspecializzate(se piccole e di piccoli imprenditori)o enormi,multifunzioni appunto,appannaggio di grandi speculatori

  6. In risposta a questo tuo articolo vorrei portare la mia esperienza personale…

    Faccio una premessa: la mia realtà è quella di una piccola cittadina di circa 12000 abitanti che arriva, in piena estate, a circa 15000 grazie alle seconde case di genovesi e milanesi…

    Noi la crisi l’abbiamo sentita eccome ma non come chi lavora nel settore edile o nel metalmeccanico…
    Nel 2011 e 2012, anni in cui la crisi già “mordeva”, il lavoro non è mancato… La gente rinunciava a spese importanti ma poteva sempre permettersi un gelato… Sono però cambiate le modalità di consumo: se prima della crisi una famiglia di 4 persone si concedeva di trascorrere un po’ di tempo in gelateria concedendosi ognuno una coppa decorata (spesa media 24 €) ora si limita ad una coppa più semplice o acquista una vaschetta da asporto e la consuma a casa… Calando la spesa per ogni cliente anche i nostri incassi, inevitabilmente, sono leggermente calati…
    Nel 2013 ad una crisi sempre più rigida si è sommato il fatto che nell’arco di 12 mesi sono stati aperti 10 nuovi locali tra bar, gelaterie e ristoranti… Ma gli abitanti della città sono sempre 12000… Passare, in una realtà come la nostra, da 30 a 40 locali non ha aiutato nessuno! Se non i venditori di attrezzature…
    E, più nello specifico, passare da 4 a 6 gelaterie ha parecchio ridotto il numero medio di clienti per ogni attività…
    Alcuni di questi locali sono stati aperti proprio da persone convinte da chissà chi che aprire un bar o una gelateria fosse garanzia di guadagno… I risultati, come potete immaginare, sono negativi per tutti… Chi lavora da anni o addirittura decenni nel settore ne ha risentito perché ha visto assottigliarsi il numero di clienti; chi invece ha aperto senza nessuna esperienza, dopo il “boom” iniziale dovuto alla novità, ora si trova a fare i conti con spese e costi che prima di aprire non aveva valutato correttamente e con incassi ben lontani da quelli attesi…

    Questa situazione, che immagino sia piuttosto comune in tutta Italia, secondo me ha svariati “padri”: prima di tutto il proliferare di offerte chiavi in mano che funzionano come uno specchietto per le allodole, poi la crisi che ha spinto molta gente che ha perso il lavoro a cercare fortuna nel settore dei bar e delle gelaterie, e da ultimo la liberalizzazione delle licenze che ha fatto sì che ora chiunque possa aprire un’attività senza bisogno di dimostrare di essere in grado di mandarla avanti…

    • Devo ammettere caro Luca, che la tua analisi non fa una grinza anzi io aggiungo che troppi consulenti, si sono tolti dal mercato…..per esser affianco a tutto il sistema e far credere che aprire una gelateria…..se fai come …..la famosa catena………sei figo………….
      meditate meditate……………..e poi ………..se va bene smontano gli arredi………..perché il leasing non si può più pagare……internet è pieno di gelaterie in svendita………….su tutto il territorio nazionale.

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